Viaggio nel Mondo di Ico Parisi


ANNO 2016


RICORRE IL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL GRANDE ARCHITETTO:
LA CASA D'ASTE DELLA ROCCA LO HA CELEBRATO COSÌ



Matteo Torresan
Direzione Esecutiva
"Nell’anno del centenario della nascita del noto architetto e designer Ico Parisi, la Casa d’Aste Della Rocca desidera rendergli omaggio con un appuntamento mensile che ripercorra, attraverso alcuni oggetti di design, l’idea progettuale del Maestro.

Abbiamo così deciso di celebrare il suo multiforme genio, anticonformista e sempre in bilico tra la poesia dell’arte e l’intelligenza del progetto, che non smette di sorprendere e incantare ancora oggi tutti gli amanti del Design, commentando le opere che abbiamo visto protagoniste delle nostre aste, in un viaggio virtuale che durerà tutto l’anno.

Buon viaggio nel mondo Ico Parisi!"





La parola all'esperto

Giacomo Abate
Direzione Tecnica Dipartimento Design


DIVANO MODELLO N.865


Nel 1957 Ico Parisi disegna per Cassina la serie di sedute 865, in tondino metallico ed elementi imbottiti e rivestiti in tessuto.

Tra gli anni ‘20 e gli anni ’30, già molti dei grandi architetti riconducibili al Movimento Moderno avevano identificato nel tubolare metallico uno dei medium per ricercare ed esprimere la modernità.

Negli anni ‘50 l’industria dell’arredamento inserisce su grande scala l’utilizzo del tondino metallico, e architetti e designer si cimentano nel suo utilizzo sia a livello progettuale sia sul piano espressivo.
In Italia Mollino, Albini, Rinaldi, de Carlo, Bezzi, BBPR e tanti altri disegnano e realizzano famose sedute.

Ico Parisi crea un modello semplicissimo. La struttura in tondino metallico è perfettamente equilibrata con i volumi del sedile e dello schienale - I tagli obliqui, che alleggeriscono le sagome dei volumi, riprendono quelli della struttura metallica. Lo stile di Parisi è riconoscibile negli incroci e nelle piegature del tondino e in quella che risulta essere l’unica scelta decorativa, ovvero i terminali in ottone laccato bianco che, contrapposti al nero della struttura, esaltano il colore dei vari tessuti utilizzati per il rivestimento.


SEDIE MODELLO N.691


All’inizio degli anni '50 Cesare Cassina intuisce l'esigenza di apportare un profondo rinnovamento nella produzione dell'azienda di famiglia. È il momento di realizzare delle sedute moderne e riconoscibili, in grado di caratterizzare in modo unico la produzione e lo stile dell’azienda.

Vengono affidati progetti ad architetti e designer di rilievo quali Gio Ponti, Nino Zoncada, Gustavo Pulitzer - con cui l'azienda aveva già collaborato per le forniture navali dei transatlantici - quindi Carlo De Carli, Alberto Rosselli, Gianfranco Frattini, lco Parisi.

Nel 1955 Ico Parisi disegna per Cassina la sedia 691.
All’apparenza molto semplice, è invece caratterizzata da una struttura a crociera piuttosto complessa; inoltre, il disegno delle gambe anteriori, su cui il sedile poggia direttamente, con un elegante assottigliamento la rende slanciata e leggera.
Il modello 691 verrà prodotto per molti anni in innumerevoli varianti e, come da tradizione dell'azienda, sempre con materiali di grande qualità.


POLTRONA MODELLO N.856


Nel 1958 venne inaugurata a Meda dalla ditta Figli di Amedeo Cassina una sala dedicata all’esposizione di tutti i mobili realizzati dall'azienda. L'allestimento della sala viene affidato a Ico Parisi. Nel febbraio 1958, sul numero 339, la rivista Domus dedica un ampio articolo all’avvenimento.
Vengono esposti mobili e sedute disegnati da Gio Ponti, Gianfranco Frattini e Ico Parisi.
Una delle novità presentate è la seduta modello 856 di Ico Parisi.

Come in altri progetti dell'architetto per la produzione in serie è evidente il riferimento al Movimento Moderno, ma anche la ricerca del suo superamento.
Da un’idea di partenza che cita un'icona del passato, si sviluppa un progetto originale e riconoscibile.

Nel caso della seduta 856, uno dei riferimenti può essere ritrovato nella poltrona disegnata da Ludwig Mies Van der Rhoe per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929.

La peculiarità del progetto d Ico Parisi consiste nella struttura in nastro metallico assemblata tramite bacchette in noce massello, le cui sezioni nel profilo laterale creano il disegno che la rende unica e identificabile.


SEDUTE MODELLO N.869


Nel dicembre 1961 Ia rivista Domus dedica un dettagliato articolo al nuovo Hotel Lorena di Grosseto. Firma il progetto lo studio La Ruota degli architetti Ico e Luisa Parisi.
L’allestimento interno dell’hotel è contraddistinto dalla scelta d linee e di forme essenziali e semplici, che creano un insieme di segni unici e difficili da dimenticare.
Il progetto è caratterizzato dalle forme elementari del cerchio e del quadrato.
Elementi ripetuti che connotano e creano una forte continuità trai vari ambienti.

Gi arredi scelti sono sobri. I due modelli dl sedute utilizzati, entrambi disegnati da Parisi e realizzati da Cassina, sono una chiara citazione delle avanguardie degli anni ’30. Qui l'elemento tecnico di giunzione delle parli strutturali in legno diventa allo stesso tempo elemento formale di forte espressività.


SEDIE MODELLO N.110


All’inizio degli anni ’60, Ico Parisi disegna per Cassina una serie di arredi “di rottura”, che rispondano a quel bisogno di rinnovamento legato al primo boom economico italiano.

Le linee sinuose in legno scolpito, gli incroci e i giunti in metallo, tipici dei suoi progetti passati degli anni '40 e '50, vengono abbandonati: si torna a linee più semplici, a sezioni ad angolo retto, a volumi costruiti facendo dialogare le forme elementari del cubo e della sfera.

Tali caratteristiche ritorneranno in altri lavori dello stesso periodo; ciò a dimostrare la continua riflessione di Parisi, organica e non casuale, sul rapporto tra architettura, società e abitare, sempre attento alla contemporaneità in cui si trova a operare.


APPENDIABITI DA PARETE


Nel 1959, Ico Parisi progetta una serie di complementi d'arredo per la Stildomuselezione di Roma: tavolini, tavoli bassi, portariviste, appendiabiti, portaritratti, posaceneri, portaombrelli, carrelli.

Questi oggetti si distinguono per essere curati fin nel minimo dettaglio e per l’utilizzo di essenze di pregio quali il palissandro, il teak, l'ebano, l’ebano macassar.

Le parti in metallo - acciaio o alluminio pressofuso - sono realizzate alla perfezione.
Tratto distintivo, comune a questi arredi, è l’incastro a vista delle parti, che diventa elemento decorativo e di continuità, rendendoli identificabili come oggetti di un’unica serie.

Prosegue così, anche in questi progetti, la ricerca di Parisi tra forma e funzione: l’appendiabiti per Stildomus è composto da un binario in palissandro massello sul quale scorrono gli elementi in alluminio pressofuso; questi componenti lo rendono modulare e adattabile a diverse situazioni di utilizzo.


POLTRONA MODELLO N.3


Alla fine degli anni ’60 Ico Parisi disegna per i fratelli Terraneo di Cantù la poltrona modello 3, prodotta in pochissimi esemplari.

Il progetto pone l’architetto nel mezzo di una linea immaginaria che collega buona parte del design europeo del ‘900.
Le citazioni sono chiare e riguardano due famosi progetti: in primo luogo, l’avveniristica Kubus Chair del 1910 ca. di Josef Hoffman; in secondo luogo, la poltrona Grand Confort del 1929 di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, a sua volta rielaborazione in chiave modernista della Kubus.

Il gioco delle reminiscenze è formidabile: i piedi e i tre moduli che circondano la seduta della Kubus, la struttura contenitiva in metallo cromato della Confort.
Le firme distintive di Parisi sono la piattina metallica, decorata dai rivetti a vista e utilizzata come elemento strutturale e, soprattutto, la modalità della posa apparentemente casuale del tessuto, scelta che si pone come elemento di anticipazione rispetto ad alcuni modelli di successo della fine degli anni ’70 e dei primi anni ’80. Si pensi, in particolare, al divano Mantilla di Takahama del 1974 per Gavina - Simon Ultramobile e alla poltrona Sinbad di Magistrati del 1981 per Cassina.


PANCHE PER CASA L.



Nei primi anni '50 il lavoro di Ico e Luisa Parisi si focalizza sulla progettazione architettonica degli spazi esterni e interni di alcune residenze private.

Si tratta di abitazioni allestite accostando arredi di qualità prodotti in serie a pezzi unici disegnati per le esigenze dei committenti.

Le panche realizzate per Casa L. - posizionate originariamente attorno a un tavolo a penisola nella cucina privata - anticipano in qualche modo alcune tematiche sviluppate successivamente dall'architetto, che sposteranno sempre più la concentrazione del lavoro di Parisi dalla pura progettualità a un discorso artistico più complesso e consapevole.

Pensate per uno spazio intimo di una famiglia con figli, sono già, per usare le parole di Flaminio Gualdoni, "...dei mobili individualisti, che non si mimetizzano nella monotonia dell'arredo borghese ma che esigono una sorta di complicità da parte del possessore”.

Le figure zoomorfe, non statiche, ma anzi estremamente dinamiche e vive, sono perfettamente connotate: il gatto più indipendente e selvaggio, il cane più rassicurante e in cerca di approvazione, come due attori che partecipano al quotidiano dei committenti.

Il posizionamento degli arredi ci sembra anticipare quella che sarà la critica più complessa delle devianze impreviste della modernità in ambito abitativo: i Contenitori Umani, concepiti e realizzati alla fine degli anni '60.

Sia per le scelte dei materiali, sia per quelle iconografiche, i riferimenti sono numerosi: Jugendstill,
Art Nouveau, il mobile alpino di area lombarda e austroungarica, quest'ultimo evidente nella scelta del legno massello e delle decorazioni a traforo delle gambe.

Per la produzione di questo tipo di arredi Parisi si rivolge alla grande tradizione manifatturiera dei falegnami della Brianza; le panche e gli altri arredi su misura dell'abitazione saranno realizzati dai fratelli Rizzi di Cantù.


LAMPADE DA PARETE


Nel 1964 viene commissionata allo studio La Ruota di Ico e Luisa Parisi la realizzazione di un centro per le Vacanze in Maremma.

Si occuperà del progetto strutturale Lamberto Marsili.

Il complesso edilizio si sviluppa in senso orizzontale, in armonia con la morfologia del terreno della regione. Gli interni sono caratterizzati da grandi ambienti disposti su più livelli. Gli arredi sono simili ad altri utilizzati dai Parisi nello stesso periodo, connotati da linee sobrie e pulite, secondo una reinterpretazione in chiave moderna del razionalismo.

Per l’illuminazione artificiale viene disegnata una lampada da parete a luce diffusa la cui realizzazione verrà affidata ad Arteluce.

Con l'azienda di Gino Sarfatti avevano da collaborato altri famosi architetti dell'epoca: Vittoriano Viganò, Franco Albini e Franca Helg, lo studio B-B.P.R., Gianfranco Frattini, ecc.

Il progetto di queste lampade sviluppa una variazione della serie 237, ideata da Gino Sarfatti nel 1959: Parisi disegna un apparecchio dove la sostituzione della lampadina è più semplice rispetto al modello di Sarfatti, scelta funzionale probabilmente motivata dalla finalità residenziale del progetto.



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