Panoramica sull'Asta: DESIGN 19-20 SETTEMBRE 2018



La Casa d’Aste della Rocca di Torino presenta la prossima asta di Design accogliendo presso la sua sede oggetti e arredi che accompagnano i visitatori e i possibili acquirenti tra le pagine del tempo: da inizio ‘900 fino ad arrivare ai primi anni ’90.

I lotti battuti all’asta sono stati suddivisi in due tornate secondo un ordine cronologico: il 19 settembre saranno venduti arredi e oggetti dall’inizio del secolo fino agli anni ’60, il 20 settembre saranno proposti quelli realizzati a partire dalla fine degli anni ’60 per arrivare agli anni ’90.

La vendita del 19 settembre parte con eccezionali lavori in ferro battuto di Carlo Rizzarda e Alessandro Mazzucotelli. Segue il razionalismo radicale di Giuseppe Pagano, che in anni non sospetti utilizza e sperimenta - contemporaneamente ad Alvar Aalto - la forza espressiva del compensato curvato.

Non mancheranno i vetri muranesi provenienti dalle fucine di Venini e Barovier.
Massima espressione del Decò italiano e del gioco della citazione colta il singolare tavolo a pianta ottagonale di Gio Ponti del 1930, esempio che con linee essenziali sintetizza il rinascimento architettonico di Leon Battista Alberti e il neoclassicismo francese del XVIII secolo.
Verranno proposte lampade di Stilnovo, O-Luce, Vistosi, Azucena, Fontana Arte e Arredoluce (degna di nota una lanterna di gusto japaniste firmata Angelo Lelii), fino ad arrivare al raro lampadario frutto della collaborazione fra Vittoriano Viganò e Gino Sarfatti. Realizzato da Arteluce nel 1951, la sua chiara matrice spazialista richiama le orbite dei corpi celesti.
I trenta lotti che chiudono il primo volume delineano la produzione di Osvaldo Borsani: da Arredamenti Borsani a Tecno. Esemplari analoghi sono stati esposti recentemente nel corso della mostra presso la Triennale di Milano e molti di essi compaiono sulla recente pubblicazione di Giampiero Bosoni edita da Skira.

La vendita di giovedì 20 settembre debutta con alcuni pezzi provenienti da un appartamento dell’edificio di Piazza Carbonari a Milano progettato da Luigi Caccia Dominioni nel 1960 e allestito con mobili Azucena.
Segue una collezione firmata Ico Parisi fra cui si distingue un raffinato mobile da soggiorno del 1948, e si continua con un’ampia selezione di arredi degli anni ’60 e ’70 disegnati da Introini, Rosselli, Offredi, Bellini, Frigerio, Afra e Tobia Scarpa, Capron. Tra gli arredi di questo periodo emerge  un tavolo-console di Angelo Mangiarotti progettato nel 1963, straordinario lavoro in acero, olmo e bronzo patinato; possiamo definirlo un capolavoro di design senza tempo, un grande classico di ieri, oggi e domani.
Non mancheranno proposte di autori internazionali fra cui Raymond Loewy, Oscar e Anna Maria Niemeyer, Ron Arad, né arredi pop e d’avanguardia italiani firmati da Gabetti e Isola, Pierluigi Spadolini, Joe Colombo e Paolo Deganello
Tra i pezzi di produzione più recente si distinguono infine una serie di opere di Ettore Sottsass, tra cui spiccano i due totem in ceramica degli anni ’80 realizzati in pochi esemplari da Mirabili. Di particolare interesse e rarità, inoltre, è la grande serigrafia su ciré, critica ante litteram e romantica della modernità: “[…] io mi immagino questa memoria come una scrittura archeologica, scavata sotto mari di acque gasate, minerali, aranciate e coca-cola […]” (E.Sottsass).

Giacomo Abate







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