Il capolavoro del Cloisonné


I primi vasi cloisonné giapponesi, realizzati a metà del XIX secolo, erano decorati con smalti grezzi e scuri, in una rozza imitazione dei prototipi cinesi, ma già a partire dalla fine del 1880 lo smalto giapponese era una delle meraviglie del mercato internazionale.





Dunque scopriamo qualche dettaglio in più su questo imperdibile oggetto.



Nel 1878-1879 Namikawa Yasuyuki (1845-1927) incontra il chimico tedesco Gottfried Wagener (1831-1892) grazie alla cui conoscenza della ceramica è stato in grado di sviluppare e perfezionare il suo processo di smaltatura nei colori e nella texture, per ottenere una limpidezza impeccabile sia degli smalti trasparenti sia di quelli opachi. Era molto attento alle composizioni e variava i motivi base in modo da donare a ogni pezzo un suo proprio fascino e carattere e renderlo unico. Molti dei suoi primi modelli sono stati disegnati da Nakahara Tessen, che li ha riportati nel suo Kyo Shippo Monyo Shu (Collezione di motivi cloisonné Kyoto).


Namikawa vinse premi alla Philadelphia World Fair del 1876, successivamente alla Paris World Fair del 1878 e più tardi alla Paris Fair del 1889. E' stato anche omaggiato nelle serie delle Esposizioni Industriali Nazionali istituite nel 1877. Ha inoltre vinto 31 premi a esposizioni sia nazionali che internazionali. Nel 1896 insieme a Namikawa Sosuke (non parente), Yasuyuki viene nominato Teishitsu Gigeiin, o Artista Imperiale; sono stati gli unici creatori di Cloisonné che siano mai stati onorati in questo modo. Il presente lotto, uno degli esempi più grandi e più finemente lavorati di vaso cloisonné dello studio di Namikawa, è una notevole dimostrazione del suo lavoro straordinariamente esperto con il filo d'oro e lo smalto.

Dagli inizi del 1890 la sua bottega di Kyoto, dove aveva assunto una decina di artisti, era una meta popolare per i turisti occidentali benestanti. Infatti, sembra che una grande quantità delle sue produzioni (non contando i tanti lavori prodotti per essere mostrati alle esposizioni internazionali) fosse direttamente commissionata. Successivamente, un appassionato, il fotografo e film-maker dell'Antartico Herbert G. Ponting, scrisse di una visita che fece nel 1903: 

"...raramente, se non mai, le creazioni di Namikawa compaiono nei negozi. La sua produzione è così ridotta che la richiesta da parte degli intenditori che vengono in visita e dei collezionisti è spesso superiore all'offerta. Non c'è offerta per il mercato."

Nel 1897 l'inglese George Henry Peters pubblicò un resoconto del suo viaggio, da cui sappiamo che, come molti contemporanei che giravano il mondo, ha speso gran parte del suo soggiorno a Kyoto per acquistare ricami, porcellane e smalti. Il 4 Aprile ha visitato:

"l'interessante manifattura di ricamo di seta di Nishimura, la bottega di smalti cloisonné di Namikawa, la fabbrica di porcellana di Kinkozan e il museo di arte antica di Ikeda (Ikeda Keisuke, il conosciuto venditore di Kyoto)."

La visita a Namikawa in particolare sembra aver segnato profondamente Peters (come ha fatto dieci anni dopo per Ponting), che scrisse dei procedimenti che ha osservato da una distanza non comune:
"Cloisonné, o shippo, è un tipo di smalto che ha un bellissimo effetti lucidi e colori, e il processo di manifattura è lungo e complesso. Prima l'artigiano del rame ammorbidisce e taglia il rame della forma desiderata, poi il filo è fissato sul pezzo accuratamente, secondo il disegno già tracciato. Gli spazi interni sono riempiti con smalti di diversi colori e quindi cotti. Il processo di cottura è ripetuto sette o otto volte, e ogni volta viene aggiunto dello smalto. Una volta che la cottura è ultimata, il pezzo passa nelle mani del lucidatore ed è trasformato in un esemplare definitivo di cloisonné."

Ponting ha anche annotato:
"(qualche volta) imperfezioni appena accennate cominciano ad apparire, mostrando che (il pezzo) non è stato in grado di sopportare la cottura. Perciò può succedere che gli esemplari più
belli di cloisonné siano molto cari. L'acquirente del pezzo perfetto deve pagare anche per quelli rovinati nel tentativo di produrlo."

Dallo studio di Namikawa, immacolato, lungo circa sei metri, il cui il pavimento era coperto di tappeti imbottiti sui quali stavano piegati dieci artisti, uscivano creazioni che incarnano l'abilità e la sicurezza di una delle botteghe più importanti del Giappone e mostrano Namikawa Yasuyuki e i suoi artigiani dall'alto del loro potere creativo e tecnico. 




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